La finanza aziendale è la disciplina che studia come un’azienda raccoglie e utilizza le risorse. Il suo obiettivo è il raggiungimento di un equilibrio di lungo periodo, garantito da processi di pianificazione e programmazione e dalla capacità di controllare e gestire i rischi connessi alle operazioni ordinarie e straordinarie.
Il mercato del credito ha subito negli ultimi anni una forte evoluzione, con nuove regole e normative sempre più rigorose che hanno portato le banche a richiedere una maggiore documentazione da parte delle PMI. In particolare, è sempre più frequente la richiesta di un apposito Business Plan per le operazioni di finanziamento a medio e lungo termine, ma anche per rinnovare i fidi detti “a revoca”, come scoperti di conto, anticipi fatture e anticipi fornitori.
Le linee guida EBA* modificano le modalità del rilascio di finanziamenti bancari, infatti dal 1 Luglio 2022, per ottenere un finanziamento sarà necessario presentare il business plan dell’azienda, il documento che descrive il progetto di impresa al fine di valutarne la fattibilità, la redditività e la sostenibilità.
Alle banche non interessa più sapere solo quanto hai guadagnato fino a 12 mesi fa ma soprattutto interessa ipotizzare uno scenario per capire quanto guadagnerai nei prossimi 3 anni! le banche dovranno accertarsi che il finanziamento richiesto sia sostenibile e che l’impresa abbia un piano di sviluppo credibile e realistico.
Le attività che lo studio è in grado di svolgere sono:
La finanza alternativa è una novità del panorama finanziario coinvolge investitori privati, fondi di venture capital e altre forme di credito che si muovono al di fuori del tradizionale sistema bancario.
Uno dei pilastri della finanza alternativa è il private equity, una forma di finanziamento che arriva da soggetti privati (e non solo: anche fondi di investimento o società specializzate). Con il private equity, il capitale esterno confluisce direttamente nel capitale proprio dell’azienda – nell’equity, appunto.
Oltre al private equity, esistono altre forme di finanza alternativa, come il crowdfunding, le piattaforme di P2P Lending e i fondi di venture capital. Queste soluzioni innovative permettono di accedere a un capitale esterno in maniera più flessibile, rapida e meno impegnativa rispetto ai prestiti tradizionali.
Il budget è il documento che formalizza il processo decisionale e previsionale svolto dalla direzione nel breve periodo, con articolazione analitica ( per area di business, prodotto, funzione) e con quantificazioni monetarie economiche, patrimoniali e finanziarie . Il budget non deve guardare solo alla gestione corrente ma contenere anche valori (costi) riferiti alla strategia Il Budget non deve essere statico ma adeguarsi a nuovi scenari e situazioni (rolling budget e rolling forecast)
Un budget efficace si traduce in un programma di azione coerente e razionale con gli obiettivi strategici aziendali (il budget, programma il presente guardando al futuro) in cui vengono definiti gli obiettivi che si vogliono raggiungere (che cosa?), le azioni (come?) che bisogna intraprendere per conseguire gli obiettivi, il timing (quando?) e le responsabilità (chi?).
Il budget è il documento che sta al centro dell’intero sistema di controllo di gestione sia operativo che direzionale, uno strumento fondamentale per l’orientamento al futuro dell’attività di direzione e fondamentale funzione di coinvolgimento e motivazionale nei confronti di tutta l’organizzazione aziendale e di coordinamento tra fattori e soggetti rilevanti (interni ed esterni). Elaborare il processo di budgeting equivale a tracciare la rotta per raggiungere un determinato obiettivo.
Un budget efficace deve dunque costituire anche un semplificato modello di simulazione, capace di far capire tempestivamente alla direzione cosa succede al conto economico se si modificano alcune variabili quantitative di base. Fondamentali sono il budget delle vendite (i costi sono certi i ricavi no) ed il budget dei flussi finanziari.
Una pianificazione corretta del progetto imprenditoriale – quindi un business plan accurato e realistico – è indispensabile per una startup, altrimenti il rischio di fallire è elevato.
Il BUSINESS PLAN è un documento programmatico ed è la rappresentazione narrativa e numerica dell’impresa e dei suoi piani per il futuro, determina gli obiettivi che l’imprenditore vuole raggiungere con la sua impresa (non solo start up), la strategia che intende adoperare per raggiungerli e, inoltre, serve a mettere in luce tutti i problemi e i pericoli che potrebbero presentarsi durante questo percorso. Il Business Plan è uno strumento essenziale per le startup che devono redigerlo ed utilizzarlo quale strumento essenziale ed indispensabile per presentarsi a potenziali investitori, ad una banca, per avviare un round di crowdfunding e per candidarsi ad un bando.
Il mercato del credito ha subito negli ultimi anni una forte evoluzione, con nuove regole e normative sempre più rigorose che hanno portato le banche a richiedere una maggiore documentazione da parte delle PMI.
In particolare, è sempre più frequente la richiesta di un apposito Business Plan per le operazioni di finanziamento a medio e lungo termine, ma anche per rinnovare i fidi detti “a revoca”, come scoperti di conto, anticipi fatture e anticipi fornitori.
Le linee guida EBA* modificano le modalità del rilascio di finanziamenti bancari, infatti dal 1 Luglio 2022, per ottenere un finanziamento sarà necessario presentare il business plan dell’azienda, il documento che descrive il progetto di impresa al fine di valutarne la fattibilità, la redditività e la sostenibilità.
Alle banche non interessa più sapere solo quanto hai guadagnato fino a 12 mesi fa ma soprattutto interessa ipotizzare uno scenario per capire quanto guadagnerai nei prossimi 3 anni! le banche dovranno accertarsi che il finanziamento richiesto sia sostenibile e che l’impresa abbia un piano di sviluppo credibile e realistico.
In altre parole, il business plan è diventato un documento essenziale per le PMI
L'analisi dei dati e il reporting rappresentano pilastri fondamentali della moderna business intelligence. Attraverso una corretta analisi e interpretazione dei dati, le aziende possono ottenere una chiara panoramica delle proprie operazioni e prendere decisioni informate che guidano il successo aziendale.
La business intelligence (BI) è un software che acquisisce dati aziendali e li presenta in visualizzazioni intuitive come report, dashboard, diagrammi e grafici. L'analisi di questi dati aiuta le aziende a ottenere intuizioni dettagliati sulle prestazioni dell'azienda e a informare il processo decisionale al fine di individuare problemi, cogliere le tendenze del mercato e trovare nuove entrate o opportunità di business.
Power BI è una piattaforma di business intelligence e analytics creata da Microsoft per analizzare, visualizzare e condividere dati aziendali in modo efficace. Consente di connettersi a una vasta gamma di origini dati, tra cui file Excel, database aziendali, servizi cloud e fonti dati di terze parti.
Il check up aziendale è uno strumento di analisi e diagnosi dello stato di salute delle aziende utile per prevenire tempestivamente situazioni di crisi d'impresa e preservare la continuità aziendale, uno strumento utile anche per cogliere i primi segnali di cambiamento competitivo proveniente dall'ambiente esterno, con l'intuizione del possibile arrivo di minacce e/opportunità.
Il check up d'impresa, per svolgere in maniera efficace il suo ruolo, deve muovere da una rappresentazione sintetica dell'impresa che fornisca uno spaccato organico dei principali aspetti della gestione ed interrelato delle dinamiche patrimoniali-reddituali-finanziarie con il complesso delle scelte strategico-organizzative assunte dal management e quindi deve comprendere tre macro-fasi:
Anche per le aziende di piccole e medie dimensioni, che vogliano incrementare o almeno mantenere la propria competitività, diventa di vitale importanza munirsi di un sistema affidabile, pratico ed essenziale di controllo di gestione che consente al vertice aziendale di individuare e mettere a fuoco le metriche del business, di avere costantemente e tempestivamente sotto controllo le informazioni relative i risultati economici-finanziari. Un controllo di gestione veramente efficace deve focalizzare l’attenzione anche sugli aspetti qualitativi rilevanti del business, sui processi/attività che generano valore e le cause che li determinano, informazioni utili per prevedere gli eventi e quindi anticipare le decisioni, specie di natura finanziaria.
Nell'attuale contesto competitivo, le imprese eccellenti si devono concentrare su pochi, fondamentali, fattori critici di successo e definire opportuni indicatori che consentano di monitorare la performance aziendale.
AVERE L’IMPRESA SEMPRE SOTTO CONTROLLO significa conoscere in ogni istante ogni dettaglio ma allo stesso tempo avere una visione d’insieme per sapere dove siamo e dove possiamo arrivare per andare oltre e prendere nuove strade prima che le prendano altri.
La velocità, la qualità, la disponibilità immediata, la condivisione e la completezza delle informazioni, rappresentano un supporto concreto alle decisioni aziendali sia strategiche che operative e finalizzate anche alla “pianificazione degli scenari”.
In questo quadro, il controllo di gestione, quale strumento di guida e di governo dell’impresa verso il conseguimento degli obiettivi stabiliti in sede di programmazione operativa, è da considerarsi fonte di vantaggio competitivo.
L’entrata in vigore del Codice sulla Crisi d’Impresa e dell’insolvenza, ha apportato cambiamenti fondamentali nell’ambito del controllo e della vigilanza dell’andamento aziendale ponendo l’attenzione sulla diagnosi precoce delle situazioni di Crisi e sulla Responsabilità dell’imprenditore/amministratore.
Il Controllo di Gestione diviene quindi, di fatto, strumento per la conduzione dell’attività d’impresa di uso obbligatorio ed indispensabile da parte dell’imprenditore. Solo con l'istituzione del controllo di gestione l'imprenditore può dimostrare che ha sempre verificato la parte finanziaria e la responsabilità di un’eventuale crisi d’impresa non è più sulle spalle dell’imprenditore, infatti la condanna per mala gestione si applica solo se l’amministratore non ha adottato assetti organizzativi, amministrativi e contabili idonei per prevedere o colmare lo stato di crisi

Studio SANTORO CONSULTING
dott. Roberto Santoro
Via Quarto, 5 - 03030 Piedimonte San Germano (FR)